PMI Photo EnterPrize 2026 è un progetto promosso dal Gruppo di Lavoro Arte e Cultura del Comitato Piccola Industria di Confindustria Bergamo, nato per favorire il dialogo tra il mondo delle PMI e quello dell’arte, valorizzando la cultura d’impresa.
La terza edizione, intitolata “Relazioni. Dove nasce l’immagine”, ha posto al centro le connessioni tra persone, competenze, tecnologie, materiali e processi produttivi. Attraverso la fotografia, l’impresa diventa importante non soltanto per ciò che produce, ma per il suo rappresentare un sistema vivo, attraversato ogni giorno da gesti, collaborazioni, memoria e visioni del futuro.
IMEX e il linguaggio della manifattura

All’interno del Gruppo di Lavoro Arte e Cultura, insieme a Simona Bonaldi, responsabile del progetto, Claudia Sartirani e Giuseppe Taramelli, è presente anche Giulia Ghidini, Direttore di Produzione IMEX.
La partecipazione di IMEX nasce da una visione profondamente legata alla natura dell’azienda: quella di una realtà manifatturiera nella quale il prodotto non è soltanto il risultato finale di un processo, ma l’espressione concreta di competenze, relazioni e responsabilità quotidiane.
Lo sguardo portato da Giulia Ghidini all’interno del progetto è quello di chi vive la fabbrica dall’interno, nel contatto costante con i materiali, le persone, l’organizzazione della produzione e le esigenze dei clienti.

Per IMEX, la manifattura è una vera e propria forma di linguaggio: comunica attraverso il fare, la cura del dettaglio, la trasformazione della materia e la precisione dei gesti. Anche la fotografia costruisce un linguaggio: rende visibili l’intelligenza dei processi, il rapporto tra persone e tecnologie e tutto ciò che si trova dietro la nascita di un prodotto.
È in questo incontro tra fabbrica e immagine che IMEX riconosce il valore di PMI Photo EnterPrize 2026. Avvicinare impresa e arte, infatti, significa aprire nuove possibilità di interpretazione della produzione e costruire relazioni capaci di superare i confini dello stabilimento, coinvolgendo scuole, istituzioni e realtà culturali del territorio.
Cinque giovani artiste dentro le imprese bergamasche

Il progetto ha coinvolto il Politecnico delle Arti di Bergamo e l’Accademia di Belle Arti G. Carrara, con la guida artistica di Francesco Pedrini, artista, docente ed ex direttore dell’Accademia.
Le cinque artiste selezionate – Camilla Aprile, Nicole Locatelli, Valeria Olivo, Erika Ungari e Yuliya Vladkovska – sono entrate in altrettante aziende del territorio per osservarne spazi, materiali, processi e relazioni e trasformare l’esperienza in una personale ricerca fotografica.
Le imprese coinvolte sono state C.R. Technology Systems Spa, Calzificio M. Bresciani Srl, Monaci Demolizioni Speciali Srl, Iterchimica Spa e Taramelli Srl. Le opere realizzate hanno affrontato temi differenti: il linguaggio dei circuiti elettrici, la continuità generazionale, il rapporto tra natura e trasformazione, la memoria della materia e il confronto tra precisione progettuale e spazio reale.

La vincitrice è Nicole Locatelli con l’opera “La strada che non si vede nasce camminando”, sviluppata all’interno del Calzificio M. Bresciani. Il progetto nasce dall’osservazione dei gesti, dei materiali e delle abitudini che caratterizzano la vita del calzificio. I calzini, disposti su tavole di legno, diventano segni di ordine, cura e continuità, costruendo una sorta di linguaggio visivo ispirato alla scrittura Braille.
L’opera riflette sul rapporto tra lavoro manuale e tecnologia, tra passato e futuro, raccontando un’impresa familiare nella quale l’identità del prodotto prende forma attraverso gesti tramandati nel tempo. La giuria ha premiato la capacità di trasformare la fotografia da semplice rappresentazione a strumento di significato, capace di evocare ciò che rimane oltre il visibile.
Dal workshop alla mostra nel cuore di Bergamo

Il percorso ha compreso anche il workshop “Viaggio a Cosberg City”, condotto dal fotografo Filippo Romano all’interno di Cosberg Spa. Le partecipanti sono state invitate ad andare oltre la tradizionale fotografia industriale, osservando macchine e strutture produttive come architetture complesse, simili a città futuribili sospese tra memoria, movimento e innovazione.

La serata di premiazione si è svolta il 9 luglio al Monastero del Carmine, in Città Alta a Bergamo, dove le opere sono rimaste esposte fino al 12 luglio. La mostra ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso condiviso tra artiste, imprese, docenti, giuria e Gruppo di Lavoro Arte e Cultura.
Impresa, prodotto e cultura del territorio

Per IMEX, questa esperienza rappresenta un’occasione per raccontare la manifattura come luogo di relazione, visione e responsabilità. Attraverso la produzione di aste per cornici, l’azienda dà forma ogni giorno a un lavoro fatto di materiali, competenze, processi e persone.
PMI Photo EnterPrize 2026 diventa così un ponte naturale tra impresa, arte e territorio, mostrando come anche il prodotto industriale possa contribuire alla costruzione di una cultura condivisa.

